martedì, novembre 10, 2009

21 Novembre 2009 Ancona - Convegno: Adolescenza: sessualità, affetti e solitudini



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A cura della
Redazione di Psicolinea.it

Video porno - Consulenza online

Buonasera Gentile Dottoressa, sono un ragazzo di 23 che è insieme a una ragazza di 24 anni: Le volevo chiedere se, nonostante abbia rapporti sessuali costanti con la mia ragazza, fosse normale il fatto che 1/2 volte al mese mi venga voglia di masturbarmi guradando video porno; e queste mastubazioni possono essere la causa della limitata durata dei miei rapporti sessuali, quindi di eiaculazione precoce? Cordiali Saluti

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Gentilissimo,

E' normale la masturbazione, anche in un rapporto di coppia, in quanto non sempre ci si può sentire completamente appagati dalla frequenza e dalla intensità dei rapporti. I video-porno possono invece procurare dipendenza: meglio usare la fantasia...Non c'è relazione negativa fra eiaculazione precoce e masturbazione (semmai il contrario).
Cordialmente,


Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

Immagine tvol

Chi va in pensione ringiovanisce di dieci anni


Smettere di lavorare e andare in pensione sembra faccia sentire, sin da subito, dieci anni di meno, secondo un nuovo studio franco-svedese, appena pubblicato, durato 14 anni, che ha seguito ben 14.700 persone, dai sette anni precedenti al loro pensionamento, ai sette anni successivi. Sono state studiate sia la salute fisica sia quella psicologica, il lavoro svolto e l'ambiente di lavoro..

Risultato: con la fine del lavoro diminuiscono anche le malattie e lo stress. Le gioie della vita da pensionati si applicano sia ai manager sia ai lavoratori di scarsa qualifica.
Anche se può sorprendere che la maggior parte delle persone siano più felici quando smettono di andare in ufficio ogni giorno, l'impatto di questa nuova condizione sulle condizioni di salute è stato, per i ricercatori, maggiore di quanto avessero effettivamente immaginato.
Più il lavoro è stressante,  più significativi sono i miglioramenti per i lavoratori al momento del pensionamento: mal di schiena e dolore al collo spesso scompaiono, così come la depressione, l'asma e il rischio di un ictus indotto dallo stress. Gli effetti positivi del pensionamento riguardano donne e uomini, indipendentemente dal fatto che i pensionati siano sposati o meno.

La ricerca ha inoltre rivelato che l'effetto del ringiovanimento non è temporaneo, ma di lunga durata: il miglioramento delle condizioni di salute dura almeno dieci anni dopo il pensionamento. Questo studio conferma i dati di precedenti ricerche, secondo le quali dopo il pensionamento si dorme meglio.

Aumentare l'età pensionabile per le donne, fino a 65 anni, come accade per gli uomini ora, e poi elevarle entrambe ulteriormente, avrebbe un impatto molto negativo, secondo i ricercatori.

Immagine: Kretien


Fonte: Daily Mail
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

martedì, novembre 03, 2009

Per mia madre sono un'ingrata - Consulenza online


Buongiorno, e la contatto per avere dei chiarimenti su un rapporto ormi deteriorato tra me e mia madre.Ho 26 anni, e lavoro come segretaria da tre anni.Com'è possibile che la persona che mi ha creato sia diventata una mia rivale in tutto e per tutto?Non approva mai cio che dico, faccio, indosso, critica ogni mio gesto, ogni mio movimento.Ho altri 3 fratelli, e noto che con loro ha un atteggiamento diverso, con loro si comporta da vera madre: è attenta e premurosa.Spesso capita anche che in mia presenza faccia dei complimenti a loro denigrandomi, o dicendo: "tu si che sei educato, o tu si che sei un figlio come si deve". Io davvero non capisco...ho sempre fatto tutto al meglio, non creando mai problemi di nessuna antura, cercando invano, di non darle mai da parlare. Qualunque cosa faccia, per lei è comunque sbagliata. Inizialmente soffrivo anche del fatto che nessuno intervenisse nei nostri litigi, pur notando la sua reazione esagerata nei miei confronti, elargendo spesso critiche gratuite, offese, parolacce.Col tempo capii che se gli altri fossero intervenuti lei li avrebbe accusati di essere come me, ingrata. Ancora oggi, non riesco a capire cosa in me non va, in cosa sbaglio.Quando parlo dei litigi con mio padre o mia sorella, loro mi dicono di lasciarla perdere o di non dare peso a ciò che dice.Inoltre ci sono molti episodi che mi fanno pensare ad una sua instabilità metale. Ad esempio quando andavo a scuola e le mie compagne mi telefonavano lei diceva loro che non fossi a casa; oppure racconta a mia sorella che quando ero piccola e andavamo al ristorante, io facevo in modo di sedermi accanto mio padre per far si che li dividessi. Sottolineo il fatto che dato questo rapporto con lei, ho maturato un rapporto di maggiore complicità con mio padre, che doveva assistere impotente alle sue critiche pesanti nei miei confronti.Non si è mai fidata di me, riconoscendo di essere una persona molto riservata, ma ogni volta che provavao a confidarmi con lei, puntualmente sbandierava alle sue amiche i miei piccoli segreti.Ci sono periodi in cui andiamo daccordo, duranno al massimo 1 o 2 mesi, il resto dell'anno non ci parliamo nemmeno, pur vivendo sotto lo stesso tetto.In quei giorni sono la persona piu felice del mondo, anche se mi tocca fingere x andare daccordo con lei, approvare ciò che fa, cio che dice, non contrariandola mai.Questo rapporto mi ha creato non pochi problemi in amicizia, specialmente con le donne, diffidando sempre del loro comportamendo, pensando sempre che sia solo un'amicizia di convenienza.Allora le chiedo, cosa devo fare per farmi aprrezzare e per fare cadere questo muro di ostilità, fingere tutta la vita?

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Gentilissima,

Occorre dire che nessuno è perfetto ed anche una madre può compiere degli errori, anche gravi. In ogni caso, a questo punto non importa decidere se sua madre abbia problemi psichici o meno, o perché la consideri immotivatamente ingrata.... Io mi concentrerei piuttosto sul fatto che lei ha 26 anni e sente ancora il bisogno di essere apprezzata da sua madre per "essere la persona più felice del mondo". E' questo cordone ombelicale che va spezzato: lei è ormai una donna e la sua felicità è probabilmente altrove. La cerchi: nel lavoro, negli hobbies, nelle relazioni con gli altri.

Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

Immagine: Chapendra

La politica ci allontana - Consulenza online

Salve dott.ssa, sono una ragazza 28enne fidanzata da circa 3anni e mezzo. Il mio ragazzo ha la mia stessa età. È da in Po di tempo che la nostra vita sessuale è quasi pari a zero, e quando facciamo l'amore lui non riesce a raggiungere l'eiaculazione. Ormai è da mesi che ne parliamo e cerchiamo di trovare una soluzione ma purtroppo niente. Lui dice che gli piace fare l'amore con me e soffre anche lui per questo. Lui fa un lavoro molto impegnativo e stressante(è in politica) e dedica la sua vita al lavoro, da poco ha chiuso una campagna elettorale durata mesi e durante la quale la nostra vita privata è stata azzerata. Lui dopo questa campagna elettorale non ha staccato mai dal lavoro, niente vacanza e ora... Secondo Lei lui non è più innamorato di me? Potrebbe essersi fissato e avere un blocco? Non so più cosa pensare e cosa fare, questa cosa mi rende insicura nel nostro rapporto e ho paura che ci stia allontanando. Come devo comportarmi? Grazie

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Gentilissima,

Non credo all'idea che una coppia possa allontanarsi "ad interim", per ragioni di lavoro o carriera, per poi ritrovarsi come e meglio di prima quando è più serena, come se nulla fosse accaduto. A volte ci si lascia andare, presi dagli impegni e dalle urgenze ed in un questo modo si perde il contatto con la propria vita e con il/la partner. Un rapporto stabile va coltivato giorno dopo giorno, con momenti di qualità: basta organizzarsi e pensare alla propria relazione di coppia come ad una vera priorità, che in alcuni casi deve superare tutte le altre, senza apparire, come invece spesso accade, "una perdita di tempo".
Auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

Immagine: Diluvi

Evolvere da una certa situazione - Consulenza online


Salve. Ho 26 anni e sono un'impiegata. Vivo con i miei genitori e sono fidanzata da quasi 6 anni.Non ho particolari interessi, mi piace il mio lavoro anche se questo assorbe molte delle mie energie e alle volte la sera sfogo parte delle mie tensioni litigando per motivi futili sia con i miei genitori che con il mio ragazzo. Con i miei genitori ho un discreto rapporto ma molto spesso non ci troviamo d'accordo e sfociamo in brevi litigi ma che mi lasciano molta amarezza. Lo stesso accade con il mio ragazzo il quale si lamenta di me per la scarsa attenzione che dimostro a "Noi " inteso come coppia. Le loro opinioni contano molto per me, ma da un po' di tempo a questa parte ho necessità del loro affetto ma è come se non avessi alcuna intenzione di ascoltarli e tuttavia trovo poca gratificazione in quel che faccio e poca comprensione nelle persone che quotidianamente frequento. Tutto ciò mi spaventa, specialmente se penso che ho un'età nella quale da una parte vorrei/dovrei cominciare a pensare di costruire le basi per una famiglia. Cosa potrebbe suggerirmi di fare per evolvere da questa situazione? Ringraziando per una vs. cortese risposta cordiali saluti

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Gentilissima,

Per costruire una famiglia è importante anzitutto che ve ne siano i presupposti. Probabilmente l'amore verso il suo fidanzato, come avviene spesso di questi tempi, si è trasformato in una bella amicizia, in un rapporto in cui vi offrite reciprocamente solidarietà  e affetto, ma dove ad esempio potrebbe essere sparita la passione, il desiderio. Questo potrebbe essere il limite che lei, senza parlarne con il suo ragazzoe senza nemmeno confessarselo, trova, di fatto, nella vostra unione. Qualora le cose stessero realmente in questo modo, occorre fare una riflessione più profonda su quali devono essere gli obiettivi da raggiungere nella propria vita. Quali sono le sue priorità? Cosa vuole fare "da grande"? E' importante che lei riesca a leggere dentro di sé. Forse anche uscire dal "nido" familiare per andare a vivere da sola (o a convivere), visto che ha un lavoro e se lo potrebbe permettere, potrebbe aiutarla a diventare quello che sente di dover essere, in ragione dell'età.
Cordialmente,

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

Immagine: Faith Goble

mercoledì, ottobre 28, 2009

Essere madri con il cuore della mente. Intervista alla Prof. Silvia Vegetti Finzi


Intervista a Silvia Vegetti Finzi, Psicologa e Docente di Psicologia Dinamica presso l’Università di Pavia, pubblicata su Il Sesso e la Luna, Donna Moderna,com

GP A tuo avviso i genitori di oggi sono abbastanza maturi e preparati per preparare i figli ad una sana vita sessuale?

SVF Nessuno lo è mai. La sessualità umana, sottratta ai ritmi della natura, ha sempre qualche cosa di oscuro e di eccessivo. Basta pensare che le femmine dei mammiferi superiori sono disponibili all’accoppiamento soltanto durante il periodo fecondo dell’estro, mentre le femmine umane lo sono sempre.

GP. Come giudichi il fatto che, malgrado oggi si parli spesso a scuola di salute sessuale e metodi contraccettivi, gli adolescenti non prendano poi sufficienti precauzioni contro la gravidanza ?


SVF Perché la conoscenza non corrisponde necessariamente alla consapevolezza. Gli adolescenti conservano residui dell’onnipotenza infantile per cui pensano: ” a me non può succedere, a me non succederà”. Solo con la maturità si acquisisce il senso della responsabilità.

GP Parlando in generale, dal punto di vista esclusivamente psicologico, secondo te può essere meno traumatico un aborto o una maternità precoce? In quali condizioni consiglieresti ai genitori di orientare la propria figlia, incinta e minorenne, verso l’una o l’altra decisione?


SVF Dipende dall’ambiente in cui l’adolescente vive, dai  valori che hanno orientato la sua educazione,  dalla disponibilità dei genitori all’aiuto e al sostegno. Il mio consiglio è di non avere preconcetti ma di accompagnare la ragazza incinta al riconoscimento del suo desiderio e all’accettazione della sua responsabilità.

GP Oggi si è diffusa la moda delle child-free women: le donne che scelgono deliberatamente di non diventare madri. Cosa ne pensi? Secondo te la gravidanza può ancora essere considerata una esperienza imprescindibile per il completamento psico-sessuale della donna?


SVF Non lo è mai stata. Basta pensare alle generazioni di suore che hanno scelto una maternità spirituale e che hanno assunto, con consapevolezza, il ruolo di madri simboliche. Alla domanda, imprescindibile,  si può rispondere: sì, no,  mai, più tardi oppure ” sarò madre in modo diverso”.

GP Spesso molte madri, dopo il parto, ricercano fortemente le abitudini che  avevano prima della gravidanza e tendono ad affidare il loro piccolo alle cure dei nonni: secondo te questi comportamenti vanno incentivati o stigmatizzati?


SVF Non credo né agli incentivi né agli anatemi. Mi affiderei piuttosto alla riflessione, all’ascolto delle voci interiori, alla relazione col figlio. Quando nasce un bambino nasce una madre ma ci vuole tempo e silenzio perché, pur avendo convissuto per nove mesi,  si incontrino e si amino.

GP Dal punto di vista psicologico e psicoanalitico, le gravidanze negate, cioè quelle che la gestante non riconosce, o si rifiuta di riconoscere, da cosa si originano?


SVF Dal fatto che le bambine non ricevono più un mandato materno: non elaborano
nell’immaginario la figura inconscia di figlio che pure esiste sin dalla nascita. Cieche e sorde di fronte al compito generativo che il loro corpo contiene, crescono come se fossero sessualmente neutre. Quello che io chiamo il “bambino della notte”, pre-visione del generato, non orienta lo sviluppo sessuale che si limita pertanto all’involucro esterno: sotto il vestito niente.

GP A cosa si possono attribuire i vissuti di lutto e depressione post-partum? Come vanno gestiti?


SVF Allo svuotamento del corpo gravido non corrisponde l’accettazione del figlio esterno.  Il “bambino della notte”, fantasia anticipatoria del nascituro, non viene sostituito dal “bambino del giorno”. In mancanza di un “grembo psichico”, qualche cosa muore senza che qualche cosa nasca davvero.

GP Sempre più coppie oggi sono infertili contro la propria volontà. Quali sono i vissuti femminili di infertilità? Cosa si può consigliare a quelle coppie che fanno della genitorialità l’obiettivo primario della loro unione, ovvero la costruzione di una famiglia, ma che poi non riescono a realizzarlo?


SVF Sono sempre più frequenti le sterilità idiomatiche, senza causa fisica. Spesso si risolvono quando la coppia elabora la propria sterilità, accetta il limite e si dispone ad accogliere un bambino con il cuore della mente.

Giuliana Proietti

Ultimo libro di Silvia Vegetti Finzi: Nuovi nonni per nuovi nipoti


Tratto da: Il Sesso e la Luna

Immagine: Banspy

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

I figli migliorano la qualità della vita



Secondo alcune ricerche svolte in passato, i figli non renderebbero le persone più felici, dal momento che crescere un figlio comporta molto duro lavoro e poche ricompense.

Un nuovo stuudio però, appena pubblicato, ritiene che questa spiegazione sia  troppo semplicistica. Basti pensare che, alla domanda su che cosa vi sia di veramente importante nella propria vita, la maggior parte delle persone mette al primo posto i figli: un motivo ci dovrà pur essere...

Secondo il Dr. Angels, che si è occupato di questo nuovo studio, per le persone sposate di tutte le età ed in particolare per le donne sposate, la soddisfazione nella vita aumenta con il numero di bambini presenti nel nucleo familiare. Le esperienze negative nella crescita dei figli sono segnalate infatti soprattutto da persone separate, da singles e da coppie di fatto. I figli, secondo il ricercatore, accrescono la vita sociale della coppia e aumentano le occasioni di svago, migliorando la qualità della vita dei genitori.

L'importante è avere figli quando ci si sente pronti, o almeno disponibili.


Fonte: Angeles L. Children and life satisfaction. Journal of Happiness Studies, via Science Daily


Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

Immagine: Kevin N. Murphy

martedì, ottobre 27, 2009

La violenza domestica è un atto calcolato



Un  nuovo studio, effettuato sotto la supervisione del Prof. Zvi Eisikovits e del Dr. Zeev Winstok dell'Università di Haifa, scuola di Lavoro Sociale, ha studiato alcune storie  di violenza domestica, scoprendo che nella maggior parte dei casi il partner aggressivo è, al di fuori del nucleo familiare, una persona generalmente rispettosa delle regole, che non perde mai il controllo, né con il capo sul lavoro, né con i suoi amici. Perché allora lo fa con la partner? Semplicemente perché quello è diventato ormai l'unico strumento, all'interno della coppia, per sanare i gravi conflitti.

La violenza domestica, in questo studio. è stata suddivisa in quattro livelli di gravità: aggressioni verbali, minacce di aggressioni fisiche, aggressioni fisiche moderate e gravi aggressioni fisiche. "Questi quattro livelli si susseguono in una sequenza crescente; chi usa la violenza verbale può passare nel tempo a minacciare un attacco fisico, e da lì finire col mettere in atto la minaccia", spiega. il Dr. Perkis.

Il ricercatore ha constatato che su ogni tipo di violenza c'è una sorta di calcolo. un tacito accordo permanente tra i due partners sui limiti del comportamento violento da utilizzare. Ogni violenza perpetrata ha un costo: il partner aggressivo sa che se dà uno schiaffo all'altro/a può subire ad esempio un muso lungo, ma sa anche che se la sua violenza fosse maggiore, potrebbe essere definitivamente lasciato, o ad esempio subire una denuncia. Per questo motivo, secondo Perkins, il comportamento violento non va considerato come il risultato della perdita di controllo di uno dei due partners: entrambe le parti sono a conoscenza del confine oltre il quale non si può andare, una linea rossa che entrambi conoscono, ma della quale nessuno dei due parla apertamente.

L'uso della violenza, oltre che illegale, è, naturalmente, immorale ed è solo il partner violento a rendersi colpevole dei suoi atti. Detto questo, deve essere considerato che in molti casi una coppia stabile ed interessata a restare insieme, può essere stressata da una serie di conflitti apparentemente insanabili ed in qusti casi la strada della violenza domestica può apparire come una modalità per esprimere i conflitti e cercare soluzioni.

Quando queste difficoltà di comunicazione e di gestione dei conflitti vengono riconosciute, gli psicologi che prendono in carico la coppia devono cercare di fornire ai due partners degli strumenti migliori, per far fronte alle tensioni e ai conflitti presenti fra loro.

Link:  University of Haifa.

Fonte: University of Haifa (2009, October 26). Violence Between Couples Is Usually Calculated, And Does Not Result From Loss Of Control, Study Suggests.via  ScienceDaily.

Dr. Giuliana Proietti Ancona


Immagine: SashaW

giovedì, ottobre 22, 2009

Genitori che litigano - Consulenza online

un bambino di un anno che assiste a scene di violenza puo' avere conseguenze? Se i due genitori litigano spesso o comunque non c'e' molto feeling tra diloro, il bambino si accorge? In questi casi se il comportamento dei genitori permane per differenze caratteriali e' meglio la separazione o la convivenza da separati e litiganti in casa? Come si gestiscono eventuali attacchi di nervosismo?

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I genitori non devono mai litigare davanti ad un figlio: questo è un dovere morale che dovrebbero sentire entrambi i partners. Prima della separazione ci sono comunque molte strade da sperimentare, come ad esempio la terapia di coppia, anche perché non è detto che la separazione segni sempre la fine del conflitto fra i due genitori, anzi! Spesso dopo la separazione, almeno nei primi anni e talvolta fino a che il figlio non diventa maggiorenne, noi terapeuti, ma anche gli avvocati e i giudici, assistiamo a scontri veramente molto aspri. Gli "attacchi di nervosismo" si gestiscono cambiando le condizioni, interne ed esterne, che portano la persona a provare questa intensa e spesso incontrollabile emozione.
Cari saluti.


Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
Immagine: Lara604